La cronaca parla chiaro: è necessario parlare di educazione di genere e confrontarsi soprattutto con le nuove generazioni. Ne è certo il Tambosi di Trento, che a pochissimi mesi di distanza dall’evento del novembre scorso, propone un dibattito dall’emblematico titolo “RiCONOSCERE la violenza di genere per vincerla” organizzato il giorno 14 febbraio 2024 dalla prof.ssa Michela Fia, già referente per la nostra scuola del progetto Legalità, e che propone sul tavolo dei relatori alcuni dei nomi più noti e rappresentativi del panorama locale e nazionale.
La mattinata al Tambosi si apre con l’introduzione dell’Assessore Francesca Gerosa che ringrazia il Tambosi per l’organizzazione di questo momento di sensibilizzazione e approfondimento: “San Valentino è la festa dedicata agli innamorati e da qui voglio partire. Tante volte la violenza nasce come idea di amore e poi diventa possesso sull’altro o sull’altra. Qui ribadiamo il concetto di amore come libertà di amare, ma anche di smettere di amare senza incorrere in conseguenze drastiche.” “Ragazze, dovete dirvi ogni giorno che nessuno può dirvi se amare o non amare, cosa potete o non potete fare”, conclude l’Assessore.
Al tavolo del dibattito si alternano gli invitati e le invitate, che affrontano il tema della violenza di genere, degli stereotipi anche giudiziari e degli episodi di cronaca. L’attualità e il contesto culturale sono teatro di analisi e dibattito. A partire proprio dal “compito” assegnato ai presenti dal dott. Emanuele Corn, che propone il testo di una canzone in lingua inglese: alla giovane platea il compito di trovare i “messaggi sbagliati” che contiene, quelli che farebbero arricciare il naso ai genitori, quelli che li fanno additare certi cantanti e certe canzoni come “violenti”. Eppure, rivela che il testo analizzato è “Colpa di Alfredo” di Vasco Rossi. Silenzio in sala (specie da parte di chi, con i testi di Vasco, ci è cresciuto). “Il problema non è lo strumento” conclude Corn “ma la testa di chi ascolta. Chiedete di farvi spazio. Per far sì che si parli di queste cose.”
Il dott. Stefano Favaretto, psicologo, enumera le parole per sconfiggere la violenza: collaborazione (fra Istituzioni, famiglie, singoli individui); responsabilità (“Ma lei mi ha provocato” non è responsabilità. Lo è “l’ho fatto e mi assumo la mia responsabilità per diventare padrone delle mie dinamiche”); stereotipi di genere (che possono degenerare in discriminazione); empatia e nuovi linguaggi per raggiungere le nuove generazioni.
Porta casi di stereotipi giudiziari l’avvocata Elena Biaggioni. “L’83% delle donne ha subito una molestia sessuale in pubblico” conferma. “Ora, il giudice dice che se è in pubblico non è violenza sessuale. Ma qualcuno direbbe lo stesso di un borseggiatore? Ecco, dietro c’è lo stereotipo giudiziario.” Sì, perché le molestie succedono quasi sempre in pubblico godendo di impunità generale, in quanto non viene percepita come tale. “Si crede che se una ragazza davvero non vuole essere stuprata, riesce ad evitarlo. Si chiama ‘vittimizzazione secondaria’.”
“Se penso a quando ero adolescente e alle battute che si facevano” dice il dott. Alexander Schuster, “o se mi avessero chiesto della canzone di Vasco, non so se avrei riflettuto. Oggi siamo in grado di condannare le frasi che sminuiscono una persona, abbiamo il coraggio di metterle in discussione.” E tra i giovani presenti in Aula Magna c’è Matteo Bonetti Pancher, Presidente della Consulta provinciale degli Studenti, che auspica un percorso nelle scuole che, come qui, si snodi lungo l’intero anno scolastico. “Noi giovani cresceremo per essere a nostra volta magistrati, docenti e genitori. Prossimo appuntamento? L’8 marzo 2024!”
“Sono molto felice di avere continuato l’iniziativa avviata con il 25 Novembre” dice Camilla di 4AB “e ho apprezzato la chiarezza della dott.ssa Biaggioni. Aspetto altri interventi anche in classe.” E’ dello stesso parere il dott. Corn, che auspica spazi per dare voce liberamente a pensieri, paure, desideri di ragazzi e ragazze. Vuoi influenzare la loro vita? Devi andare alla loro velocità.”
Sono intervenuti oggi al Tambosi:
- Assessore Francesca Gerosa, Assessore all’istruzione, cultura e sport, politiche per la famiglia, per i giovani e per le pari opportunità
- dott. Emanuele Corn, avvocato e docente a Giurisprudenza
- dott. Stefano Favaretto, psicologo e artista
- dott.ssa Elena Biaggioni, avvocata e vicepresidente nazionale Donne in Rete
- dott. Alexander Schuster, avvocato
- dott.ssa Paola Taufer, psicologa e presidente Commissione Provinciale Pari Opportunità
- prof.ssa Michela Fia, referente del Progetto Legalità e docente del Tambosi
- Matteo Bonetti, presidente della Consulta Provinciale degli Studenti
- Gli studenti e le studentesse presenti e in collegamento Meet
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