Escursione e pernotto al Rifugio Don Zio per la classe 4TS

Un'esperienza di montagna e di inclusività grazie all'accoglienza dei rifugisti del Don Zio.

Il 13 e 14 ottobre la classe 4TS è partita per affrontare una bellissima escursione e trascorrere una notte in rifugio accompagnata dai professori Andrea D’Andretta e Denis Cainelli.

“Questa uscita al rifugio è stata un’esperienza estremamente significativa” ci dice Simone, studente della classe 4TS. “L’incontro e l’accoglienza ricevuta ci hanno offerto una lezione pratica di solidarietà e inclusione, valori che spesso restano solo teorici.”

“Nel corso dell’anno scolastico 2024-25 abbiamo iniziato un bellissimo progetto con la Valle dei Laghi” ci racconta la prof.ssa Isabella Iandarino, referente del corso Turismo del Tambosi, “progetto che in realtà prosegue anche nell’anno in corso. Mentre stavamo svolgendo questo progetto, la Trentino School of Management ci ha proposto un bando che prevede una notte in rifugio. Un progetto che riguarda il nostro territorio e la partecipazione di una classe del nostro istituto.”
La classe 4TS è stata quindi la protagonista di questa avventura: sì, proprio la capofila del corso Management del Turismo Sportivo, il corso che ha fatto delle esperienze sul territorio il suo fiore all’occhiello con il chiaro obiettivo di preparare i suoi studenti all’organizzazione di eventi ed esperienze sul territorio. E tra le diverse proposte che i docenti attivano ogni anno c’è proprio “Una notte in rifugio al ‘Don Zio’!”

La partenza di lunedì 13 ottobre ha visto un gruppo carico e adrenalinico che si è messo in marcia verso Comano, raggiunta con i mezzi pubblici; da lì, gli studenti sono partiti a piedi anche con la collaborazione del personale del rifugio. Mille metri di dislivello, fiato e muscoli allenati e la squadra del Tambosi ha conquistato la meta del “Don Zio” e ha goduto di due giornate splendide e una suggestiva notte in rifugio. “Lavorando nel Turismo Sportivo l’esperienza è del tutto coerente con l’indirizzo e dormire in un rifugio è senza dubbio un’esperienza per molti unica” ci ha raccontato la prof.ssa Iandarino. “Questo tipo di attività ha creato un forte legame di classe e ha fatto sperimentare un modello di offerta turistica diversa.”

DON ZIO
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“Ritengo che sia stata un’esperienza che ha arricchito la nostra formazione, dimostrando che l’apprendimento più vero avviene anche sul campo. È stata una giornata che ci ha unito e ci ha ricordato l’importanza di essere attenti alla realtà che ci circonda” conclude Simone.

“È fantastico vedere come i giovani quando hanno la possibilità di abbandonare schemi e abitudini sociali riscoprono e si riscoprono nella libertà del movimento nei grandi prati e negli sconfinati panorami che rimangono dentro, della socializzazione al vecchio modo, rinunciano senza fatica a tutto ciò che è superfluo e si riscoprono più uniti e solidali, nella sobria ospitalità di montagna” ci dice Luciana Zarantonello impegnata da qualche anno nella gestione del noto rifugio con la collaborazione dei figli Gabriele (ex studente Tambosi!) e Angela. “Condividere spazi e rinunciare alle tante comodità di un albergo ad esempio è stata secondo me una grande lezione di semplicità. Niente cellulare, ma solo giochi da tavolo davanti al camino, e la sveglia prima del sole alla caccia dei colori dell’ alba e per vedere i camosci…” continua Luciana. “Per noi è fare bingo quando chi lascia il rifugio porta via con sé calore, accoglienza, stupore, emozioni e ricordi…”

E allora ringraziamo di cuore la famiglia Lotti per l’accoglienza. Alla prossima avventura in rifugio!