Abbiamo intervistato il prof. Giorgio Maino, docente di Diritto del Tambosi, ma non solo: fondatore e leader della TambosiBand e componente e fondatore della Carpe Diem Rock Band, formazione trentina di spicco nel panorama musicale locale che, infatti, è stata selezionata e ha partecipato alla kermesse musicale nazionale Cantagiro 2025 a Roma il 16 novembre scorso.
Ma partiamo dalla fine, come suggerisce lui stesso.
Il 16 novembre 2025, la Carpe Diem Rock Band sale sul palco della finale nazionale del Cantagiro, a Roma. Dodici band finaliste da tutta Italia, una sala concerti storica come la Stazione Birra e una giuria di alto livello: il presidente del Cantagiro Enrico De Carlo, il fonico di Elisa, un cantautore vincitore di una recente edizione e altri esperti del settore musicale.
Un traguardo importante, arrivato passo dopo passo.
La band viene notata durante i concerti locali dal responsabile regionale del Cantagiro, viene invitata a un contest a Riva del Garda, infine selezionata tra altri gruppi e proposta alla direzione nazionale di Roma. Da lì, la chiamata: finalisti ufficiali del Cantagiro 2025. Sul palco e dietro le quinte, l’esperienza è quella dei professionisti: camerini, staff dedicato, salottino pre-palco, tecnici e fonici che sistemano i microfoni con attenzione e rispetto. «Ti trattano come una band vera», racconta Maino. E forse è proprio questo il punto: esserlo diventati davvero.
La Carpe Diem Rock Band nasce dall’iniziativa di Giorgio Maino insieme al bassista Roberto Colò, dopo un’esperienza musicale precedente condivisa. Poi l’ingresso del batterista Davide Bombardelli e, lo scorso anno, della cantante Anita Zendri, che completa e compatta la formazione. Da lì, concerti, date, piccoli tour: Riva, Arco, Val di Ledro, Drena, Ranzo, e tanta strada fatta suonando.
Il loro è un pop rock rivisitato, in italiano e in inglese, con una forte identità costruita nel tempo e sul palco. Roma rappresenta un riconoscimento importante, ma senza illusioni: «Continuiamo con i piedi per terra», sottolinea Maino. L’entusiasmo però c’è, ed è contagioso. Un’energia nuova che si riflette anche nella TambosiBand, progetto di spicco del panorama tambosiano, e uno sguardo già rivolto al futuro: un nuovo chitarrista è entrato nella collaudata squadra della Carpe Diem, mentre la band continua a scrivere, provare e suonare.
Tra diritto e rock, scuola e palchi nazionali, il prof. Maino dimostra che la musica non è un hobby parallelo, ma un percorso fatto di passione, lavoro e costanza. E, come suggerisce il nome della band, di attimi da cogliere. Carpe diem, appunto.










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