Il 10 e 11 febbraio Milano si è trasformata in un’aula a cielo aperto per tre classi dell’Istituto Tambosi (5TA, 5TB, 4TS), protagoniste di un intenso viaggio di istruzione organizzato dalla prof.ssa Isabella Iandarino, referente del Polo Turismo.
Due giorni ricchi di stimoli, tra eccellenze del made in Italy, musei d’arte, architettura e luoghi simbolo della città, con l’obiettivo di osservare da vicino il dialogo tra impresa, design e cultura.
☕ 1 TAPPA: MUMAC – Museo della Macchina per Caffè
La prima tappa è stata il MUMAC, un museo che racconta la storia della macchina per espresso dal 1900 ai giorni nostri. Nato nel 2012, il museo celebra un’azienda fondata nel 1912 e raccoglie sette sale espositive che accompagnano il visitatore dalle origini del caffè espresso, a partire dal 1905.
Entrare al MUMAC è come trovarsi dentro un film: l’espresso prende il nome dal fatto che il caffè viene preparato “al momento”, un rituale che fino agli anni ’50 avveniva tramite macchine a vapore, producendo un caffè scuro, simile a quello della moka. Già nel 1884 Angelo Moriondo aveva intuito la possibilità di sfruttare il vapore per estrarre la bevanda.
Suggestiva la ricostruzione di un bar di inizio ’900, quando il caffè era un bene di lusso, consumato seduti al tavolino, come un vero rito sociale. Durante il periodo fascista, nel 1912, nasce l’azienda: Giuseppe Cimbali, inizialmente produttore di pezzi di ricambio, inizia negli anni ’30 a realizzare macchine complete come La Rapida. Tra gli esemplari più iconici spicca La Cornuta, disegnata da Gio Ponti: ne esistono solo due al mondo ed è talmente scenografica da essere richiesta anche per produzioni cinematografiche, come L’amica geniale.
Negli anni ’50 arriva la rivoluzione della leva, che consente di raggiungere una pressione tale da creare la celebre crema dell’espresso. Il design si ispira all’America: macchine imponenti, sfarzose, con dettagli in oro e argento che ricordano Cadillac e jukebox. Il bar anni ’50 diventa un luogo di socialità: biliardino, carte, incontri.
Negli anni ’60 e ’70 fa la sua comparsa la macchina Pitagora, personalizzabile nei colori, che nel 1962 vince il Compasso d’Oro. È l’epoca dell’osservazione astronomica: la mitica E61, che prende il nome dall’eclissi del 1961, è ancora oggi prodotta. Indimenticabile la sala anni ’80-’90, tra Pac-Man e telefoni a gettoni: una sosta qui è d’obbligo 🤩.
🪑 2 TAPPA: Kartell – Design, innovazione e sostenibilità
La seconda visita aziendale è stata dedicata a Kartell, uno dei poli museali e industriali più importanti d’Italia per il design. L’idea del museo nasce nel 1999, in occasione dei 50 anni dell’azienda, come una vera e propria piazza del design, luogo di dibattito, arte e sperimentazione.
Kartell raccoglie prototipi dalle origini e dedica il piano terra alle esposizioni temporanee. I primi materiali lavorati erano tessuti tecnici, utilizzati per portasci (pensati per le Alpi, dove il marchio era già conosciuto a livello internazionale) e accessori per auto con marchio Pirelli.
Negli anni ’50 l’azienda si apre al design per la casa e per l’infanzia: celebri le pubblicità su Carosello, realizzate per raccontare i nuovi materiali plastici, e i vasini per bambini decorati con musetti di animaletti 🦆.
Seguono lampade in acetato, arredi veri e propri, la prima seggiolina per bambini in plastica, comodini componibili, portaombrelli e, negli anni ’60, un’esplosione di colori accesi.
Oggi Kartell guarda al futuro con l’uso dell’AI nella progettazione e con prodotti sostenibili come la Re-Chair, realizzata con capsule di caffè difettate e riciclate. Un perfetto esempio di design industriale consapevole.
🏛️ Il museo della Scala, Gallerie d’Italia e il Caveau, Pinacoteca di Brera
Il percorso culturale è proseguito al museo della Scala di Milano: i viaggiatori trentini hanno potuto sbirciare il palco imponente del teatro dalle logge ed esplorare il Museo.
La scoperta di Milano è proseguita con alle Gallerie d’Italia, ospitate a Palazzo Beltrami, ex sede della Banca Commerciale d’Italia. L’edificio, austero all’esterno e ricchissimo all’interno, è stato definito una “piccola Versailles”. Il cuore più affascinante è il caveau, un tempo destinato alle cassette di sicurezza e oggi spazio espositivo che custodisce opere di enorme valore: circa 15.000 appartenenti a Intesa Sanpaolo e oltre 3.000 di arte contemporanea. Un museo dentro il museo, aperto in occasione delle Olimpiadi.
Costruito nel 1906, con le sue quattro colonne in travertino, il caveau fu uno dei luoghi più sicuri durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i bombardamenti della RAF devastarono la città.
Tra gli arredi originali si trovano postazioni con posacenere e satelliti per appoggiare le cassette. Il percorso artistico spazia tra Neoclassicismo e Romanticismo, con richiami a Canova e Manzoni.
Ultima tappa: la Pinacoteca di Brera alla scoperta di quadri, opere suggestive, abiti firmati da Giorgio Armani e soprattutto Francesco Hayez, maestro nella rappresentazione delle espressioni, dell’interpretazione storica e dei dettagli degli abiti.










































































0