“Adolescenti e Smartphone”

Venerdì 27 marzo 2026 al Tambosi si è tenuta una serata di confronto tra scuola, famiglie e studenti. Partecipata e necessaria.

Si è svolta ieri sera venerdì 27 marzo 2026 presso l’Istituto Tambosi l’incontro dal titolo “Adolescenti e Smartphone: rischi, opportunità e responsabilità educative”, una serata partecipata e ricca di spunti di riflessione che ha visto il coinvolgimento attivo di docenti, studenti e famiglie.

Ad aprire l’incontro è stato il prof. Denis Cainelli, referente del progetto, che ha sottolineato l’importanza di affrontare oggi, in modo consapevole, il tema dell’uso dello smartphone tra i più giovani: «Sarebbe stato utile che queste cose fossero dette dieci anni fa. Un cellulare è come un’arma carica: un bambino può farsi del male». Il docente ha inoltre ringraziato i colleghi, la psicologa e soprattutto gli studenti protagonisti di un percorso durato tre mesi in orario pomeridiano.

Protagonisti della prima parte della serata sono stati infatti gli studenti del Parlamento degli Studenti, che hanno presentato il lavoro svolto: dall’analisi della normativa vigente e delle circolari ministeriali, fino alla realizzazione di un sondaggio interno e di un podcast (che potete ascoltare cliccando l’immagine qui sotto).

Dai dati raccolti emerge come lo smartphone sia percepito dai ragazzi stessi come uno strumento di controllo continuo, che incide negativamente su sonno e attenzione a scuola.
Gli studenti hanno quindi elaborato una proposta di regolamento per l’uso del cellulare, che prevede la custodia del dispositivo per l’intera durata della mattinata, pause comprese, anche attraverso l’ipotesi di armadietti personali. L’obiettivo è creare un ambiente di apprendimento più sicuro, rispettoso e consapevole, tutelando il diritto allo studio, la concentrazione e la privacy.
Tra i punti principali del regolamento, l’Articolo 5 stabilisce che ogni studente debba riporre il telefono fino al termine delle lezioni, salvo autorizzazione del docente per attività didattiche o esigenze specifiche. Sono inoltre previste sanzioni progressive, temporanee e proporzionate, con un’attenzione alla dimensione educativa e relazionale. Particolare gravità viene attribuita al rifiuto di consegnare il dispositivo o all’uso improprio, come registrazioni o riprese non autorizzate.

Un messaggio chiaro è emerso dalla voce degli studenti: desiderano essere ascoltati e partecipare attivamente alla costruzione delle regole che li riguardano.

La seconda parte della serata è stata affidata alla Dott.ssa Mara Di Paolo, psicologa della scuola, che ha presentato i dati emersi dal questionario rivolto ai genitori. Dall’analisi risulta che lo smartphone viene spesso consegnato ai figli in età precoce, principalmente per esigenze di controllo e sicurezza o come risposta a un desiderio dei ragazzi. L’utilizzo medio si attesta tra le 3 e le 4 ore al giorno, con un impatto significativo su sonno, attenzione e benessere emotivo.
È emersa inoltre una diffusa abitudine all’uso del telefono in orario serale e persino durante le ore scolastiche, anche attraverso comunicazioni da parte dei genitori. Solo il 42% delle famiglie si dichiara disposto a mandare i figli a scuola senza telefono, mentre il 93% è favorevole a una normativa nazionale che ne limiti l’uso in classe.

La psicologa ha evidenziato come, tra gli 11 e i 18 anni, i ragazzi non siano ancora pienamente in grado di autoregolarsi: diventa quindi fondamentale il ruolo degli adulti nel definire regole chiare e limiti di sicurezza, anche non necessariamente condivisi. Tra le indicazioni emerse: limitare l’uso serale, evitare lo smartphone prima di dormire, stabilire momenti senza tecnologia e promuovere esperienze nella vita reale.
Particolare attenzione è stata dedicata ai segnali precoci di dipendenza, tra cui i disturbi del sonno, sempre più diffusi: secondo la ricerca, i ragazzi di oggi dormono significativamente meno rispetto alle generazioni precedenti.

La serata si è conclusa con un momento di dialogo aperto e costruttivo tra scuola e famiglie, in un clima di ascolto reciproco e collaborazione. Come sottolineato in chiusura, è fondamentale continuare a sensibilizzare e costruire consapevolezza rispetto all’impatto del digitale nella vita quotidiana, aiutando i giovani a sviluppare un pensiero critico e una chiara distinzione tra reale e virtuale.

L’iniziativa ha confermato il ruolo centrale della scuola come spazio educativo condiviso, in cui gli studenti non sono solo destinatari, ma protagonisti attivi del cambiamento accompagnati dagli adulti.