RoboCup Junior 2026: destinazione Catania!

Una nuova missione per la squadra di Robotica made in Tambosi guidata dal mentor Tommaso Scarano!

Nuova avventura per il team di Robotica del Tambosi, che questa volta è volato a Catania per partecipare alla RoboCup Junior – Giochi di Archimede 2026, nella categoria Rescue Line, in programma dal 15 al 18 aprile 2026.

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Squadra che vince non si cambia: anche in questa occasione il mentor è Tommaso Scarano, allenatore, guida del gruppo e arbitro della manifestazione. Da anni riesce a trasmettere ai ragazzi del Tambosi la passione per la programmazione robotica, accompagnandoli con entusiasmo e competenza in ogni nuova sfida.

I protagonisti di questa edizione sono Thomas, Valentina, Suzanne e Kelly, componenti del team AlphaBot, che oggi iniziano il percorso ufficiale di gara presso il SiciliaFiera di Catania.

Partita da Trento martedì 14 aprile, la squadra ha dedicato l’intera giornata di mercoledì alle prove e alla preparazione tecnica. Sotto il padiglione B4 prende vita un piccolo universo: centinaia di ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia, armati di computer e robot di ogni tipo. Si va dai modelli più classici costruiti con gli iconici mattoncini Lego fino ai progetti più originali e creativi che si sfideranno nella categoria OnStage.

Una delle particolarità più affascinanti della manifestazione? Gli adulti – insegnanti compresi – non possono entrare nell’area di programmazione. Lo spazio è interamente riservato ai giovani partecipanti, che lavorano in autonomia tra codice, test, modifiche strategiche e un linguaggio tecnico tutto loro.

Per seguire l’avventura del Tambosi in tempo reale, sui nostri social trovate reel e contenuti dedicati.

Stay tuned e… in bocca al lupo Tambosi!

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Tre giorni di gara, tre giorni di concentrazione, lavoro di squadra e programmazione. Giovedì 16 aprile la squadra AlphaBot ha continuato le sfide della categoria Rescue Line: il robot deve seguire, appunto, una linea nera tracciata sulle famose “piastrelle”. Più piastrelle il robot riesce a percorrere, più sale il punteggio. Ma non finisce qui: il percorso è punteggiato di ostacoli e prove da superare, come il famigerato ingresso nella “stanza” (e l’uscita) e deve anche afferrare e trasportare delle palline. Sembra facile, vero? E invece non lo é! Si tratta di programmazione là dove la macchina robot, comunque, è fallibile (e governata dall’essere umano) e questo è il bello (per me che guardo 😅).

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Ma non è finita qui, perché venerdì 16 aprile il team ha dovuto cimentarsi anche nella fatidica Challenge, una prova davvero “creativa”. A mezzogiorno è stato pubblicato lo “schema di gioco”, il tracciato da seguire con variabili differenti dalla classica Rescue e alcuni distrattori. Come linee rosse e verdi, ingressi e uscite dalla stanza decisi solo all’ultimo minuto dai giudici di gara. Difficilissima e affascinante. Solo tre ore e mezza per programmare da zero il robot!

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Ma AlphaBot si è difeso alla grande: ha eseguito il tracciato ed è riuscito addirittura a far entrare il robot nella stanza (sembra facile, ma ci sono riusciti in pochissimi) e ha guadagnato un bellissimo 13° posto nella classifica generale (sono 65 i team partecipanti da tutta Italia). Non entriamo in finale per un soffio, ma quello che abbiamo vissuto in questi giorni siciliani è qualcosa di importante: ho visto un piccolo mondo fatto di adolescenti che lavorano insieme, creano strategie e programmano e sono sicura che quella della Robotica sia una di quelle esperienze che fanno crescere davvero e maturano competenze. Un piccolo universo fatto di sportività e relazioni umane significative in un contesto di piccoli robot. Un grazie speciale all’instancabile coach e mentor Tommaso Scarano!

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