Intervista a Riccardo Garzo

Ai nostri microfoni Riccardo Garzo, Vice Portavoce Nazionale degli Studenti nell’Ufficio di Coordinamento Nazionale delle Consulte.

Buongiorno Tambosi!

Siamo qui oggi con Riccardo Garzo, brillante studente di Quinta del nostro Istituto, già rappresentante di Istituto e da quest’anno Presidente della Consulta Provinciale degli Studenti. E non solo!

Ciao Riccardo, benvenuto! E’ recente la tua elezione a Vice Portavoce Nazionale degli Studenti nell’Ufficio di Coordinamento Nazionale delle Consulte: in cosa consiste questa nomina? Su quali fronti intendi lavorare?

L’ufficio di Coordinamento Nazionale è un organismo composto da tutti i coordinatori regionali delle Consulte + i Presidente delle Province Autonome di Trento e Bolzano. L’UCN è l’organismo istituzionale di rappresentanza nazionale che esce quindi fuori dai contesti e ambiti provinciali e regionali. Si ha modo di lavorare su temi e istanze non come province ma come “nazione”. Questo organo, oltre un indirizzo di rappresentatività, si occupa di organizzare il CNPC (Consiglio Nazionale dei Presidenti di Consulta), che invece rappresenta il vero e proprio cuore pulsante in quanto determina progetti e dà vita a riforme. I ruoli dell’ufficio di amministrazione dell’UCN quindi, di cui io faccio parte come Vice Portavoce Nazionale, ha un ruolo di indirizzo e coordinamento sull’UCN che poi darà vita al CNPC.

Per il terzo anno consecutivo uno studente della Provincia autonoma di Trento ricopre questo ruolo nazionale. Come pensi di incidere nel confronto a livello nazionale?

Questo è sicuramente uno straordinario traguardo essendo comunque la Provincia di Trento una realtà molto piccola se confrontata con altri coordinamenti regionali come quello della Lombardia o del Veneto. Penso però che la Consulta negli anni ha sempre saputo migliorarsi e svolgere un lavoro empirico che l’ha portata alla realtà che è oggi: una delle Consulte Provinciali più efficienti e strutturate d’Italia. Sicuramente anche questo ha inciso in modo significativo per i traguardi che fino ad oggi abbiamo raggiunto.

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Hai sottolineato l’importanza di agire come gruppo coeso e non come singoli. In concreto, come si costruisce e si mantiene l’unità tra studenti provenienti da realtà regionali così diverse?

Ecco questa è una domanda molto interessante perché mi permette di spiegare la “macchina” che c’è dietro queste realtà. A differenza di altri sistemi di rappresentanza studentesca, come ad esempio quello che vi è in Austria dove le Consulte sono di fatto finanziate da partiti politici, il sistema italiano si basa su un principio fondamentale, l’apartiticità e l’apoliticità dell’organo. Purtroppo però rispettare questi valori molto spesso è impossibile visto che ci sono sempre movimenti scolastici o partiti che mettono piede in questo modo e spesso quindi non si riesce a ragionare come gruppo, bensì come “fazioni” o partiti. Penso che la chiave nel mantenimento di un gruppo coeso sia proprio la capacità di mediare tra le diverse parti, politiche o indipendenti, per costruire un organo unito e non frammentato, che agisca nell’interesse di tutti. 

Durante l’incontro con il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, si è parlato di benessere psicologico, bullismo e intelligenza artificiale. Quale di questi temi senti oggi più urgente per gli studenti e perché?

Personalmente, come anche all’interno della nostra Consulta, molti sono i temi che stiamo affrontando, tutti importanti allo stesso modo. Quest’anno però noi, come Consulta di Trento (ma in realtà molti altri coordinamenti regionali lo stanno affrontando) ci stiamo focalizzando sul tema della transizione digitale e dell‘Intelligenza artificiale. Anche il tema del benessere psicologico è molto importante essendo un tema che si sta portando avanti negli anni come il contrasto al bullismo ed al cyberbullismo.

Sei uno studente di quinta del Tambosi. Come coniughi i tuoi impegni di rappresentanza con quelli scolastici anche in vista dell’esame?

E’ sicuramente un onere non indifferente visto che spesso mi costringe a fare riunioni anche per 3/4/5 ore al pomeriggio. Allo stesso tempo però mi porta molte soddisfazioni e soprattutto conoscenze che mi porterò dietro. Il segreto sta nell’organizzazione.