Presentazione
Durata
dal 1 Settembre 2024 al 31 Maggio 2025
Descrizione del progetto
L’origine e la struttura della scuola, l’ammissione, le tasse scolastiche, il Curatorio, il corpo insegnante e il piano di studi. Cosa è cambiato in 150 anni?
L’Origine e la Struttura della Scuola di Commercio di Trento
“L’Istituto Regio Scuola media di commercio in Trento ha lo scopo di offrire ai giovani che vogliono darsi al commercio od a professioni affini ad esso, assieme alla necessaria cultura generale, quelle cognizioni speciali delle quali abbisognano per formarsi nella vita pratica capaci uomini d’affari.”
Comincia così il documento “Notizie scolastiche – SCOPO E ORGANIZZAZIONE INTERNA dell’i.r. Scuola media di Commercio in Trento”.
Nel cuore della Trento di fine Ottocento, nasce un’istituzione destinata a plasmare le future generazioni di uomini d’affari: la Regia Scuola Media di Commercio. Fondata il 20 novembre 1874, questa scuola aveva l’obiettivo di fornire ai giovani non solo una solida cultura generale, ma anche le competenze specifiche per affrontare il mondo del commercio e delle professioni affini. Un’istruzione innovativa e mirata, impartita interamente in lingua italiana, per formare figure professionali capaci e pronte per il mercato.
L’Ammissione e gli Studenti Uditori
Per essere ammessi, gli studenti dovevano aver completato la quarta classe di un ginnasio o di un altro istituto medio. In alternativa, si poteva accedere sostenendo un esame di ammissione che verteva su materie come lingua italiana e tedesca, geografia, storia, matematica e scienze. L’età minima per iscriversi era 14 anni, equivalente oggi al primo anno di scuola superiore.
Oltre agli studenti ordinari, erano ammessi anche studenti uditori, purché avessero almeno 15 anni, una buona cultura generale e una condotta politico-morale impeccabile. Questi studenti potevano scegliere le lezioni da seguire, ma dovevano rispettare il regolamento interno della scuola. L’esame di ammissione vale anche per quanti chiedano trasferimento da un altro istituto per esempio al secondo o al terzo anno: nulla di diverso da quanto accade al giorno d’oggi nel nostro triennio!
Ma lo Statuto parla chiaro: “aspiranti di altra nazionalità dovranno inoltre comprovare di conoscere almeno quel tanto della lingua italiana occorrente per poter seguire l’istruzione.”
Le Spese Scolastiche e le Esenzioni
L’istruzione non era gratuita: la tassa scolastica ammontava a 15 fiorini a semestre per gli studenti ordinari e 5 fiorini per quelli straordinari. Inoltre, ogni studente contribuiva annualmente con 1 fiorino per la biblioteca e pagava una tassa di 5 fiorini all’atto della prima iscrizione. Tuttavia, gli studenti ordinari meno abbienti potevano beneficiare dell’esenzione dalla tassa scolastica a partire dal secondo semestre.
Il Curatorio: la Direzione della Scuola
“La direzione degli affari amministrativi e finanziari dell’Istituto, l’incremento dei suoi interessi e la vigilanza sull’attività del medesimo sono affidati a un Curatorio, che ha la sua sede in Trento.”
L’amministrazione e la gestione finanziaria della scuola erano affidate a un Curatorio, un organo composto da rappresentanti della città, della Camera di Commercio e della scuola stessa. Tra i suoi membri più influenti spiccava Antonio Tambosi, procuratore della casa Luigi Tambosi, consigliere-aggiunto presso l’, i.r. Consigliere di Luogotenenza pel Tirolo per gli affari dell’istruzione industriale delegato del Municipio, che divenne successivamente Podestà di Trento e Vicepresidente del Curatorio. A dirigere il Curatorio vi era il Presidente Schwarz Teodoro, mentre tra i membri si annoveravano figure di spicco come imprenditori, avvocati, professori e rappresentanti delle istituzioni locali. Non dimentichiamo il ruolo di Vicepresidente al Signor Oss-Mazzurana Paolo, industraile e possidente, nella sua qualità di Podestà di Trento.
Il Corpo Docente e il Piano di Studi
La Scuola di Commercio vantava un corpo docente altamente qualificato, tra cui il Direttore Carlo Krall, esperto di lingua tedesca e stile d’affari, e il professore Giuseppe Battisti, specializzato in matematica e fisica. Ogni insegnante aveva un ruolo chiave nell’educazione degli studenti, preparando i giovani a un futuro nel settore economico.
Il piano di studi era suddiviso tra discipline di cultura generale e discipline di indirizzo commerciale.
Tra le materie specifiche vi erano teoria del commercio, tenitura dei libri, ragioneria commerciale, merceologia, economia politica e diritto commerciale. Anche la calligrafia (un’ora alla settimana, obbligatoria nella I classe) aveva un ruolo fondamentale: un’abilità essenziale per chi aspirava a lavorare nel commercio e nella gestione aziendale.
“Nella II e III classe riunite, due ore settimanali per quegli scolari che in seguito alla loro cattiva scrittura venissero dalla Direzione tenuti a frequentarla.” “Esercitazione nel corsivo italiano e tedesco, in cui l’istruzione deve tendere non solamente all’apprendimento di belle forme, ma ancora all’appropriazione di un carattere chiaro e spedito nello stesso tempo. Scrittura rotonda; cifre; segni e marche commerciali. Un saggio scolastico al mese.”
Accanto a queste, non mancavano insegnamenti di carattere più ampio, come letteratura italiana e tedesca, storia, geografia, matematica e scienze. Una particolarità: possiamo osservare che anche le discipline di cultura generale si sposano con la vocazione commerciale della scuola e declinano i loro saperi in funzione delle materie di indirizzo! Ecco un paio di esempi:
- Lingua e letteratura italiana e Stile d’affari (4 ore alla settimana). Gli studenti studiano grammatica, componimenti in prosa e poesia, si occupano di corrispondenza mercantile e di storia della letteratura italiana. Imparano a scrivere telegrammi, inserzioni e notificazioni. Non mancano esercizi a casa e temi a scuola: “In ogni classe un lavoro domestico ed uno scolastico al mese.”
- Lingua e letteratura tedesca e corrispondenza mercantile (4 ore alla settimana). La materia ha come obiettiva l’arricchimento lessicale e formale con esercizi di traduzione, dettatura, memoria, lettura
L’approccio innovativo e pratico della Scuola di Commercio di Trento poneva solide basi per l’istruzione economica della regione, anticipando le esigenze del mercato del lavoro e fornendo agli studenti gli strumenti necessari per eccellere nel mondo degli affari. A distanza di oltre un secolo, possiamo chiederci: quanto è cambiato realmente il sistema scolastico? Le discipline e le metodologie di allora trovano ancora spazio nella formazione economica di oggi? Forse più di quanto immaginiamo.