“Dark Web”, di Sara Magnoli

Una scrittrice e due detective del web (Maria Pia Izzo e Eva Balzarotti) per svelare il lato oscuro dell’universo virtuale.

“Imparate fin da adesso che ciò che pubblicate sui social è rintracciabile, resta. Chi agisce in questo contesto (digitale) spesso lo fa pensando di non essere beccato. Nulla di più errato.” E’ un monito importante quello che lunedì 4 marzo 2024 ha fatto da filo conduttore al terzo appunto con “Incontro con l’autore”, progetto che ha portato in cattedra questa volta la scrittrice Sara Magnoli – autrice di spicco della casa editrice Pelledoca – e Maria Pia Izzo e Eva Balzarotti, informatiche forensi, o, come amano definirsi, “investigatrici informatiche”.

Ma partiamo dall’inizio.

Sono 10 le classi del Tambosi che hanno letto nel corso di quest’anno scolastico “Dark Web” romanzo firmato dalla penna e dall’estro giallista di Sara Magnoli: un romanzo snello, agile e accattivante, che affronta una tematica importante (cyberbullismo, adescamenti online, dark web) attraverso personaggi ben tratteggiati, riconoscibili e verosimili.
La storia è quella di Eva, una ragazza di 16 anni che sogna di diventare influencer e investe sulla sua immagine virtuale su social. E poi c’è un talent scout di modelle – nickname Doom Lad – che le promette di aiutarla nella realizzazione del suo sogno fashion. La rete è già tesa e la rete (internet) inghiotte Eva sempre più giù.
Un libro per ragazzi che parla ai ragazzi e agli adulti che stanno loro accanto. Un romanzo necessario.

“Quando nel 2019 mi hanno chiesto una storia gialla per Pelledoca avevo in mente ‘Dark Web’, ma non ero certa della sua veridicità. Così, ho cercato contatti con il mondo dei reati online: ‘Dark Web’ è nato anche grazie a Maria Pia e Eva!” rivela l’autrice agli studenti e alle studentesse che nel corso della mattina sono intervenuti con domande e curiosità palleggiando indiscrezioni sul romanzo in sé, sulla sua genesi e su vicende giudiziarie di cyberbullismo e dintorni.
Non ho scelto la tematica, è lei che ha scelto me” continua Sara Magnoli, “ero restata colpita dalla vicenda ‘blue whale’ che celava giochi pericolosi che portavano le persone a sfidarsi da dietro uno schermo. Mi sono letta di tutto su questo argomento. Finché mi sono sentita in testa la voce di una ragazzina. Era Eva (ndr la protagonista del libro).”

Ed è qui che Maria Pia Izzo spiega ai ragazzi in cosa consiste il loro lavoro: “Lavoriamo per il Pubblico Ministero che fa indagini nel corso del procedimento giudiziario. Siamo informatiche forensi e siamo quelle che si occupano delle tracce digitali (pc, mail, chat, messaggi, telefonini, foto) per trovare delle prove.” Prove fondamentali tanto per profilare il ritratto dell’adescatore ideale quanto per abbozzare il personaggio enigmatico di Doom Lad (così ben impostato che il finale lascia decisamente a bocca aperta).
Dark web non descrive un caso particolare, ma un trend della giurisprudenza che ciclicamente si ripropone” chiarisce Eva Balzarotti alla platea. “Ricordiamo che l’avvocata Tina Lagostena Bassi è stata la prima ad usare la parola stupro in un’aula di tribunale. Abbiamo la cattiva abitudine di fare il processo alla vittima invece che al colpevole. Dark Web descrive che tutti possiamo essere vittima.”

E come nasce il sodalizio professionale – e l’amicizia – fra la scrittrice del (dark) web e le investigatrici del web?

“Avrei bisogno dell’identità dell’adescatore online” è stata la richiesta della scrittrice. E, a leggere bene fra le righe del libro, l’identità-tipo è davvero sconvolgente: “maschio etero, anche ventenne, ottima scolarizzazione, ottima posizione sociale, lavoro gratificante, famiglia di copertura. La modalità di attacco è standardizzato” assicurano le informatiche forensi, proprio come emerge in ‘Dark Web’. L’adescatore adotta una falsa identità, costruisce un personaggio e raccoglie informazioni dal profilo della vittima; estorce fiducia e tenta di isolarla. Impossibile non riconoscere Doom Lad in questa descrizione. Impossibile non essere – a questo punto – più circospetti, consapevoli e responsabili nel calpestare il mondo del web e nel cercare di non calpestare gli altri. Anche nella loro versione virtuale.

“Non c’è un messaggio in particolare dietro a Dark Web, piuttosto una riflessione” conclude Sara Magnoli. “La riflessione su quanto c’è dietro a uno strumento che ci sembra semplice e su quanto sia ragazzi che adulti sono responsabili e consapevoli degli strumenti digitali. E sull’importanza di dialogo, ascolto e scambio fra generazioni, soprattutto oggi, quando ragazzi e ragazze con lo smartphone fanno tutto.”

E’ d’obbligo una rilettura post incontro con l’autrice per ritrovare – con uno sguardo nuovo – Eva, Pio, Morgana, Rocco &Co.
E’ altrettanto consigliato sfogliare la nutrita bibliografia di Sara Magnoli per scegliere un titolo denso di suspense e significato, tra cui “Fuori dal branco” (2022) e il neonato “Il cuore in guerra” (2023).

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