Quello della TambosiBand è più di un progetto scolastico e molto più di un esperimento: è Scuola che si fa Azione e Comunità.
La TambosiBand, nata dall’idea del suo leader e chitarrista prof. Giorgio Maino, unisce studenti e docenti per la prima volta in un vero e proprio complesso musicale con tanto di repertorio, attrezzatura musicale e tecnica e vocalist. Ogni venerdì pomeriggio l’Aula Magna del Tambosi si trasforma in sala prove per i nove componenti della band che, liberi da impegni scolastici – sia per gli studenti che per i docenti – , scelgono di accordare voci e strumenti per creare una scaletta di tutto rispetto. Infatti, quella di venerdì sera (8 marzo 2024) è stata un’esibizione carica di energia ed emozioni: gli adattamenti scelti per i titoli portati sul palco dell’Aula Magna del Buonarroti hanno incantato il pubblico e hanno attestato ufficialmente – dopo il debutto di dicembre 2023 – che la TambosiBand è una band a tutti gli effetti.
L’occasione per il concerto serale è stato l’evento organizzato da Cisl scuola per la Giornata internazionale per i diritti della donna, così come ha ricordato in apertura Monica Bolognani, segretaria di Cisl scuola: “Siamo qui perché oggi è la fine e l’inizio di un percorso di consapevolezza cominciato il 25 novembre 2023, quando è stato indetto il Concorso letterario ‘Quella volta ho scelto me’ (racconti, poesie o testi musicali che raccontano un percorso di consapevolezza e rinascita)”. Un titolo che parla di scelte sofferte, specialmente in giovane età: “Il titolo del concorso vuol dire volersi bene” continua Monica Bolognani, “accorgersi di un’amicizia tossica, abbandonare una relazione violenta nella parole, scegliere la scuola dei desideri al di là degli stereotipi di genere.”
E, infatti, la dott.ssa Paola Maria Taufer, Presidente della Commissione Pari Opportunità, parla di violenza psicologica, quella che “è ancora più subdola, non riconoscibile: è un insieme di parole, minacce, intimidazioni come strumento di controllo e oppressione per obbligare la donna ad agire contro la sua volontà; ancora, denigrazione, insulti, svalutazione, controllo – anche dell’abbigliamento – e gaslighting.”
Si fa portavoce dei giovani Matteo Bonetti Pancher, Presidente della Consulta degli Studenti e neoeletto vice portavoce nazionale degli studenti, che parla di un progresso costellato da battaglie di uomini e di donne e di libri di storia, scienze e di letteratura ancora privi – per la maggior parte – della presenza di figure femminili di spicco: sì perché i nomi noti nei libri scolastici restano ancora Giovanna d’Arco, Cleopatra e poche altre. “Occorre ribadire la centralità della scuola per sensibilizzare ed educare i cittadini e le cittadine del futuro.”
In linea con la tematica della giornata, la TambosiBand è stata ingaggiata per animare l’evento e non delude le aspettative: i nove membri del gruppo interpretano brani che parlano di donne e di libertà, di forza, resilienza e di dolore. Di discriminazione e di stereotipi.
I brani sono stati presentati e introdotti dagli studenti e dalle studentesse delle classi del Tambosi (testi disponibili in fondo). Tra i titoli della scaletta figurano “Every breath you take” dei Police, “Vuoto a perdere” di Noemi, “Woman in chains” (Tears for Fears) e “Bad woman blues” (Beth Hart).
Le voci delle tre vocalist (Michaela Mazzei, Camilla Sestito e prof.ssa Sabrina De Donno) seducono il pubblico con la loro forza emotiva e lasciano a bocca aperta per estensione vocale, forza e qualità; l’estro e l’abilità della componente strumentale (Gloria Gallo alla batteria, prof. Salvatore Leo al basso, prof. Carlo Biasi alla chitarra acustica, Chiara Tonidandel alle tastiere, prof. Silvio Giaffredo alla chitarra elettrica e prof. Giorgio Maino alla chitarra elettrica, nonché leader del gruppo) ben si sposano con le loro voci e quello che ne esce è un vero e proprio concerto.
“Era uno dei nostri obiettivi promuovere il cooperative learning attraverso una modalità non canonica usando lo strumento musicale in modo trasversale” spiega il prof. Giorgio Maino, chitarrista e leader del gruppo. “I punti chiave del nostro lavoro sono: competenza, clima e crescita, lavoro di gruppo.” “L’obiettivo è creare sintonia” continua il prof. Maino “non la performance artistica in sé: essere parte di un gruppo, sperimentare inclusione e apprendere attraverso il fare sono l’aspirazione della TambosiBand.”
Non possiamo che attendere la prossima “tappa” della TambosiBand per ascoltare buona musica, cantare e ballare insieme. Sì, a Scuola.
Riportiamo di seguito le riflessioni degli studenti e delle studentesse sui brani della serata.
Le studentesse e gli studenti della classe 3RB del Tambosi di Trento scrivono:
“Vuoto a perdere” di Noemi: “Questo brano, scritto da Vasco Rossi, musicato da Gaetano Curreri (Stadio) e interpretato da Noemi, è rivolto alle donne che a un certo punto della loro vita si rendono conto che il tempo sta passando e che loro stanno invecchiando, ma questo non rappresenta una debolezza quanto una fase di crescita che porta la donna a prendere consapevolezza del loro importantissimo ruolo nella vita sociale di una comunità.”
Lo studente Gabriele Perli della classe 4AB del Tambosi di Trento scrive:
“Every breath you take” dei Police: “Il brano scritto dai Police nel 1983 nasce e prende spunto dal divorzio che ha coinvolto in quel periodo Sting, leader del gruppo inglese. La canzone racconta di come la gelosia di un amore perduto possa trasformarsi in ossessione e non essere più amore, ma diventare mero possesso da parte dell’uomo sulla donna.”
Le studentesse e gli studenti della classe 3RB del Tambosi di Trento scrivono:
“Woman in chains” (Tears for Fears): “Questo brano è stato scritto dal gruppo britannico dei Tears For Fears nel 1989 e racconta delle donne vittime di relazioni sentimentali tossiche dalle quali non riescono a liberarsi. La canzone pone l’accento sulla violenza e sul dominio degli uomini nei confronti delle donne.”
La studentessa Monica Bernabè e lo studente Valerio Comai della classe 5AC del Tambosi di Trento scrivono:
“Bad woman blues” (Beth Hart): “La canzone affronta tematiche potenti e universalmente riconoscibili. Lo stesso titolo del brano suggerisce una donna che non si conforma agli stereotipi o alle aspettative sociali, una donna che abbraccia la sua autenticità nonostante venga etichettata come “cattiva” dalla società. La canzone esplora inoltre il tema della ribellione e della resilienza delle donne di fronte alla discriminazione e all’ingiustizia. Parla anche della forza interiore delle donne che si rifiutano di essere silenziate o controllate dagli uomini, donne che lottano per affermare la propria identità e dignità in un mondo che spesso le tratta con disprezzo. E’, insomma, un inno all’empowerment femminile, una celebrazione della forza e della resilienza delle donne che sfidano le norme sociali e lottano per la propria libertà e autenticità.”






0