Nella mattinata dell’11 marzo 2024 le classi 2 TS, 3 AC, 2 CM e LAB2 dell’Istituto “A. Tambosi” hanno incontrato la scrittrice Simona Baldelli per parlare del suo romanzo “Alfonsina e la strada”.
L’11 marzo 2024 si è recata al Tambosi la scrittrice Simona Baldelli per rispondere alle domande inerenti al suo romanzo “Alfonsina e la strada” poste da alcuni classi. Il libro tratta la vita della campionessa ciclistica Alfonsina Strada, vissuta tra il 1891 e il 1959. Ad Alfonsina, figlia di braccianti che lavoravano nelle campagne emiliane, tutti dicevano che doveva avere come unico obiettivo nella vita quello di procreare, ma lei era diversa. Appena prese in mano la bicicletta di suo padre, capì che solo su di essa avrebbe trovato la felicità, e fu così. Alfonsina, nonostante i continui insulti che riceveva per i calzoncini che metteva e le prediche dei genitori, non si è mai abbattuta perché lei era sconfinata e riusciva a vedere dove gli altri neanche immaginavano. All’età di 14 anni si è sposata con Luigi Strada, da cui ha preso il cognome, per scappare dalla sua casa natia e andare a vivere a Milano dove sperava di poter vivere con la sua passione, la bicicletta. E infatti fu così, per un periodo, fino a quando non scoppiò la Prima Guerra Mondiale che fermò le gare ciclistiche femminili. Alfonsina però non rimase in disparte, anzi partecipò al Giro di Lombardia per ben due volte, conquistando così il soprannome “la regina della pedivella”. Infine, nel 1924 partecipò alla sua più grande impresa: il Giro d’Italia. Tra insulti e continue critiche, Alfonsina riuscì ad emergere tra le donne e crearsi un nome durante un’epoca così difficile.
Durante l’incontro, le classi hanno posto diverse domande all’autrice: non solo ha parlato delle emozioni che ha provato durante la stesura del romanzo, ma anche delle varie vicende accadute all’interno della storia. Simona Baldelli afferma che il sentimento predominante è stato la rabbia, una forte emozione che sprona le persone ad entrare in azione. “La rabbia bisogna imparare ad utilizzarla a proprio vantaggio, per riuscire ad arrivare a fine strada” ha dichiarato la scrittrice.
A fine incontro, la prof.ssa Elena Pasolli, referente dell’esperienza del Laboratorio di L2, una classe i cui studenti provengono da Paesi stranieri, ha presentato un libro inerente alla vita di Alfonsina. Attraverso il libro i ragazzi hanno potuto avere una visione più ampia della vita rurale in Italia nei primi anni del ‘900.
Infine, l’autrice ha lanciato una sfida a tutti gli studenti del Tambosi, ossia immaginare un nuovo sistema economico che possa mantenere lo stesso tenore di vita che abbiamo al giorno d’oggi.
Per quanto mi riguarda il libro mi ha fatto credere che le prospettive sul futuro possono sempre essere cambiate, anche quando tutto sembra andare storto.
Alfonsina mi ha ispirata, non solo perché è uscita da una situazione di povertà assoluta, ma anche per la determinazione che ha avuto nel seguire la sua passione. Non era facile essere donna in quell’epoca, ma lei è riuscita comunque a essere se stessa anche quando gli altri la giudicavano.
“Vi farò vedere io se le donne non sanno stare in bicicletta come gli uomini!” (Alfonsina Strada).



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